Quando scrivo questa lettera, spero che in futuro i miei lettori abbiano ancora la capacità di comprenderne il significato semantico o semiotico. Si basa principalmente sul concetto di quanto sia importante il rispetto tra i popoli, citerei il classico "lettera ad un irochese", ma non ho ancora avuto la possibilità e la fortuna di leggerlo. Scrivo e dedico questa lettera a voi miei lettori ma anche a un argentino che mi ha venduto sottoprezzo una maglietta nera con tribali bianchi, naturalmente sempre io in bolletta, che indosso oggi, e guardando questa maglietta mi viene da prendere in considerazione l'origine delle etnie, dei gruppi etnici. Questo scritto lo vorrei dedicare ai pochi indiani d'america, ormai stremati dalle torture e dai veleni dell'uomo bianco, sia lui una volta il predatore sia lui una volta il classico atematico scentista. Ma parlo di un ritorno alle origini, come dovremmo fare, ognuuno a ricercare nelle proprie date, nei propri elementi gesto-segnici umani e antropologici, insomma da dove proveniamo. Il primitismo già molto apprezzato e studiato anche dai miei amici di Modena, può aiutarci.
Vi siete mai chiesti se fossero più progrediti tra di loro untribù di Apache nell'atto d cacciare, o una formazione di egizi nel costruire la tomba del loro faraone, oppure tribù celtiche pronte a spostare e creare Totem o cerchi di pietra enormi come a Stone Enge. Bene, tuttavia anche se questi furono chiamati "barbari" non potremmo mai arrocarci il diritto di considerare questi gruppi sociali, queste etnie meno avanzate di noi. Tra l'altro nella nostra attuale società odierna, dove la velocità dei flussi anche umani, come possiamo vedere in questi giorni in Italia ha preso il sopravvento. " Indietro non si torna", non può essere preso sempre come positivo e di questo me ne sono accorto oggi quando la vista di numerose persone, anche più adulte di me, muoversi con questo grigio cielo dalla periferia alla città, al centro del paese.
Nessun commento:
Posta un commento