martedì 8 febbraio 2011

LA RIVOLUZIONE TI CHIAMA NON FARLA ASPETTARE

Per quanto nè sò, ora che partecipo a Radio Tab, il discorso sulla e della comunicazione è sempre stato per me fondamentale, sin da quando, sulle pagine di una fanzine anarco-punk, sul finire degli anni 90 mi interessavo di contatti e colums attraverso la scena dei gruppi e delle band con cui condividevo stile, abitudini (e abiti) e stili di vita. Facevo e mi inviavano materiale sui reportage dei loro paesi o città. Non ne sono usciti molti numeri ma per lo più sono riuscito nell'intento di collegare situazioni et similia. A quel tempo portavo la cresta, anfibi e pantaloni rosso scozzese, si guardava all'Inghilterra, c'erano i punk in quartiere e in città più grandi, e i capelli erano immancabilmente colorati. Ora guardo a distanza di quegli anni e sento immancabilmente la nostalgia della carta stampata e fotocopiata, le leggi sul F.I.P., i ritagli e i collage. A differenza di ogni "buon" punk che si rispetti ho avuto la sfortuna di non andare a Londra forse nel momento più cool, dove house, tekno e punk si fondevano, anche se ancora adesso ho notizie tra Piccadilly e Cadmen Town e qualche buon contatto chiaramente e "stranamente" italiano. Sotto inteso tramite Torino, e La Spezia, e Napoli, i contatti che presi per primo, quando decisi di diventare, almeno nell'aspetto punk, essendo già figlio di un commerciante traveller salentino. Decisi di avvicinarmi allo stile punk quando ci fù l'Anarco Punk Festival al circolo autogestito e anarchico La Scintilla di Modena, dove incontrai personaggi davvero forti, tipo tutto il giro degli Infezione. A quel tempo tutto il discorso sulle sostanze psicoattive lo ignoravo, anche se anni prima, quando ero una specie di clubber, frequentavo il picchio rosso e lo snoopy di Modena e Formigine, ne sentì parlare.Dopo l'anarco punk festival cominciammo a metter su una band  anche se ci rendevamo non troppo coerentemente conto che eravamo la seconda  ondata post punk da quello inglese targato 1977.Ciò nonostante insieme ad altre band italiane e al coraggio di pochi autoproduttori di dischi, riportammo in auge tutto il discorso e le pratiche dei e sui punk anarchici italiani e inglesi degli anni 80, in Italia soprattutto, il discorso sulle case occupate, la fertilità e l'affinità, direi feeling, (anche se da noi a modena ci fù la scissione punk vs freack), con i movimenti anarchici preesistenti sul territorio. 
Poi venne tutto il discorso sulle case occupate, di cui ancora oggi mi interesso particolarmente, e da cui presi sinceramente visione ed esperienza dalle case occupate torinesi ed europee, e dove nel 2005 feci la svolta occupando una casa a Parigi a Boulevard Jordan 64, e nel 2006 a Zurigo a Blumenfield Strasse.
Anche se a Londra tutto mi sembrava facile e chiaro. Da una parte lo stato, da una parte i borghesi, da una parte la monarchia e da una parte gli squatter, i lefties.
Devo poi anche essere sincero con me stesso quando partì con la musica, per me una specie di mania e infatti essere per me collegato o in collaborazione con radio web e non, oggi è una cosa che mi rende assai pieno di gioia, e quà ritorno all'importanza della comunicazione, di cui oggi come oggi una radio web, con persone sensibili come me, sia un notevole passo in avanti nella caotica e libera diffusione del libero pensiero e delle idee. Ringrazio i miei compagni di viaggio, per oggi, G. M. e G. che mi hanno preso a bordo di questo barcone. Spero di non tradirli come al solito. E di non farmi fregare come al solito dalla mia allergia alle graminacee Gli incontri da fare sono tanti e le opportunità nella vita sono infinite.  Per troppo tempo ho giocato al gioco della morte. Quest'anno mi voglio riprendere  una rivincita nella vita. Senza giocarci troppo, con quest'ultima, per me meravigliosa.
Gli incontri da fare sono tanti, cosi come

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