giovedì 9 maggio 2013

Di opg

Della psichiatria, o semmai dell'antipsichiatria, ce ne sarebbe da dire, tanto per riempire blog e articoli, ma mai avremmo risolto il problema. Parliamo piu' che altro dei luoghi della psichiatria moderna. Oggi ho un incontro con persone che hanno la sfortuna di essere rinchiuse dentro l'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, per organizzare un incontro di letture in giro per la citta'. E' un evento molto interessante spero di essere all'altezza dell'incontro, e di trovare la giusta sensibilita'. A queste persone che hanno avuto o hanno la sfortuna di essere dentro queste strutture, intanto, va' tutta la mia solidarieta' e il mio appoggio. Se creassimo strutture o gruppi di mutuo appoggio anche al di fuori o collaboranti con la famiglia, oltre che creare posti di lavoro, potremo veramente aiutare queste persone. La vita con la mente lucida e senza psicofarmaci e senza sbarre e' una senzazione meravigliosa e degna di essere vissuta fino in fondo.
Si sa', l'Opg, e' una delle strutture piu' totalitarie, che esistono in Italia, quasi come l'ergastolo. Se ci si finisce dentro si rischia di buttare via l'esistenza e anche associazioni qui a Reggio fanno bene a lottare contro i suicidi dentro.  Si e' processati e giudicati a volte per il comportamento, o altre volte per il pensiero. Molte associazioni aiutano queste persone e anche noi di Radio Tab, ci siamo mobilitati, come l'anno scorso, per questo. Perche' sono persone esattamente come noi. In piu' hanno avuto la sfortuna magari di crescere in un ambiente difficile, o di venire a contatto con situazioni di malavita o droga...E sta' a noi trovare un alternativa, dare a loro una ragione di vita, per essere convinti che qualcosa al di fuori di quelle mura c'e' e ed giusto lottare per venirne fuori, e a conoscenza.
Sulle tematiche dei tempi di eliminazione dell'ospedale psichiatrico giudiziario in se' non sono molto aggiornato, mi sembra di aver capito che dovevano chiudere ad aprile 2013, mentre tutto e' slittato ad aprile 2014. Ringrazio le persone che accompagneranno queste persone oggi all'aula riunioni del Morselli. Come chi ha dato i permessi.
Durante l'anno 2011 abbiamo fatto degli incontri con queste persone, che fortunatamente stavano scontando l'ultimo periodo di pena ed erano brevi ad uscire.
Bisogna stare molto attenti, quando si fanno queste cose, perche' si vanno ad intaccare interessi legati ai pazienti e si rischia, secondo me, perche' si sa' chi aiuta queste persone, e lo fa' senza interessi di parte, o e' legato a qualche partito o alle associazioni di volontariato cattolico o cristiano che operano sul territorio.
C'e' anche la cattiveria, il pregiudizio o l'oppurtunismo di gente, che pensa che siano solo numeri o persone segnate a vita. Ma io non penso questo. E dare con i libri un'opportunita' di liberta' e' un elemento formidabile, per creare nelle persone quella scintilla di interesse alla vita, e alla scrittura, come arte.
E oggi sono con loro, per non dimenticarli dentro, e per dargli una speranza di vita e liberta'.

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