In questo retrogrado momento postmoderno per l'italia, di governi tecnici e democrazia socialista da esporto, di ritorno al pallone per gli amanti del vero calcio maschio, dopo la caduta del governo antecedente a Monti, per il lavoratore che trova riposo solo nel sabato e nella domenica, non possiamo che pensare di essere indicatori di salute pubblica, pur essendo dalla parte dei pazienti impazienti, piccoli illegali dell'illogico.
Dopo i viaggi in Spagna e Portogallo, le mille avventure, gli arresti, il processo, la divisione dalla mia compagna, con il relativo ricovero, e trasporto aereo riguardo la mia persona, Reggio Emilia Squatter non si e' sciolta, anzi cerca sempre nuovi complici nelle sue "opere d'arte e di vita neosituazionista". Perfino nei sogni mattutini, nelle mattine passate a sognare, quando il sogno si mischia all'inconscio, o la depressione si attacca alla provincia che non perdona e fa' pagare sempre il conto, la memoria e il suo meccanismo sfiora la paranoia e forma la fisica del vissuto quotidiano.
Dei nove mesi passati in Spagna e Portogallo i ricordi sono tanti, e molte volte ritornando a galla, i contatti si sono infittiti con i social network, e si affollano nella mia mente. In Spagna, un fattore che mi ha colpito molto, e' stato quello che l'anarchismo e i rapporti orizzontali non gerarchici sono possibili, soprattutto nelle piccole comunita' autogestite di persone, che abbiamo avuto la fortuna di visitare. Abbiamo girato tutto il Sud. Dopo la Spagna, il Portogallo, dove ho occupato una casa, e dove sono rimasto alcuni mesi.
Poi il ritorno forzato, in Emilia, ed e' sempre scioccante, la normalita' uccide, in piu' avere a che fare con la psichiatria italiana non e' cosa facile. Ma sono ancora in piedi.
Secondo, la casa che avevamo occupato, "La Selva Squat", vista la nostra partenza, non si e' conclusa, visto il non sgombero, ma solo il cambio di lucchetto da parte dei cantonieri, rivelatosi lo stabile, di proprieta' dello stato. Da quando abbiamo occupato ci abbiamo fatto, oltre che un'occupazione di tipo abitativo, un paio di cene, la biblioteca, attaccato la luce, e la cucina. Li' avevo esposto un paio di quadri e la Giuly aveva dipinto il muro.
Anche la rivista "Lucida Follia" di cui avevo creato il primo numero e' ferma. La voglia di scrivere e di dipingere non si e' fermata.
Del viaggio nella penisola iberica, vi raccontero' in futuro, spero di riprendere a scrivere su questo blog, sono due mesi che non scrivo, mi sono dedicato piu' alla musica, col progetto tekno "Blackmagik", e ho creato una sala prove, e stampato magliette con loghi autoprodotti.
Mi sono mosso poco da Reggio Emilia, poco denaro, e alla ricerca di un furgone.
Qua' a Reggio Emilia, ho cominciato a lavorare per una radio web, di cui l'obiettivo e' fare delle dirette in streaming, e sto' tirando su' una distribuzione di materiale cartaceo.
Mancano come al solito gli spazi di incontro, riflessione e confronto, in citta' e molte volte non e' facile.
Sono stati due anni di lotta, e adesso c'e un po di calma...
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