mercoledì 22 maggio 2013

Delle poesie collettive

Tutto sta' a creare il nostro spazio, il nostro habitat...come animali sociali, lottiamo contro una noiosa e pigra quotidianita' locale e da provincia, o una indifferenza che si trova nelle nostre grandi citta', per avere luoghi, volti a creare situazioni che siano diverse dalla solita routine che ammazza, se non con lo strees, con il solito giro...di questi tempi mi piacerebbe su questo blog creare un luogo di poesia, dove chi e' interessato puo' scrivere e mandarmi poesie da pubblicare, e di conseguenza esporle. Noi artisti abbiamo una sensibilita' piu' elevata rispetto ad altri e proprio per questo dobbiamo creare momenti e spazi per riunirci e per far uscire all'esterno il nostro pensiero. Creare la situazione e l'atto. E questo dipende anche dal luogo in cui abiti. Dalle persone che hai incontro, e dalle tue esperienze.
Ho imparato circa due anni come sia importante la poesia tra le nobili arti umane, ricordando che il nostro quattrocento italiano, come anche il risorgimento sia stimato in giro per il mondo, e poeti come Dante, Boccaccio, Carducci, o Foscolo, Novatore e  Leopardi, abbiano fatto storia.
Questo luogo di incontro spero sia gradito e aspetto come se fosse una mostra le vostre poesie e i vostri scritti in qualunque lingua.
A presto e scrivetemi su facebook come messaggio privato o all'indirizzo robygreco8@gmail.com.

mercoledì 15 maggio 2013

Dell'Informazione

Come se togliessero i punti di contatto fra i nostri continenti, non si riesce almeno a meno che noi dei social network, con l'informazione ad essere il piu' globali possibili, in modo da dare un confronto oggettivo sulla nostra situazione italiana. Oggi utilizzo il blog perche' mi da' la capacita' di raggiungere piu' gente, per sempre in difesa del libero pensiero, e della liberta' di espressione e parola.
Oggi tra le altre cose mi convinco sempre di piu' che l'allontanamento dalla politica di palazzo, sia sempre il dato di fatto piu' positivo. Che siano giorni caldi, non vi e' dubbio, gli italiani si stanno stancando dei politici e la mala purtroppo fa' il suo gioco. Piu' che un governo vero e proprio, con la rincorsa di dopo le elezioni, non riesce ancora ad assestarsi, la divisione delle poltrone sembra l'elemento piu' importante. Ed e' sempre in peggioramento, il susseguirsi dei lavori. Una generazione cresciuta a doppio petto e cerone sta' inevitabilmente perdendo terreno. I giovani hanno altri valori, anche se siamo in Italia, dove l'andare tutti  in una stessa direzione senza chiedersi il perche' o il percome, sembra l'unica rivoluzione. Da questa radio di provincia riesco a filtrare i malcontenti, le divisioni il conformismo o il menefreghismo, chiaramente italiano, causato dalla malainformazione, dalla cattiva educazione o da altri fattori.
Anche perche' in Italia, un valore che viene sempre a galla e' la divisione tra redditi diversi, e la relativa maldistribuzione della ricchezza. In piu' chi ha le televisioni, chiaramente fa' opinione pubblica e dirige a sua maestranza le varie fasce di popolazione. Un circuito di educazione all'informazione per grandi e meno grandi se ci fosse sin da piccoli una certa oggettivita' nel descrivere un fatto, non farebbe che bene.
Inoltre i cervelli in fuga, come le menti che hanno da dire, o con una maggiore sensibilita' non devono essere macchiate d'infamia o giudicate biologicamente malate, perche' cercano l'alternativa. Ci vorrebbe una presa in mano di valori, siccome regna il caos dal buco catodico fino all'ultima parola del social network.
Insegnare ai nostri figli sin da piccoli e alle nuove generazioni a descrivere ad arte il cosmo, il territorio, gli eventi a cui essi prendono parte, la natura, e a prenderne un punto di vista e' quello che dovremmo fare.


giovedì 9 maggio 2013

Di opg

Della psichiatria, o semmai dell'antipsichiatria, ce ne sarebbe da dire, tanto per riempire blog e articoli, ma mai avremmo risolto il problema. Parliamo piu' che altro dei luoghi della psichiatria moderna. Oggi ho un incontro con persone che hanno la sfortuna di essere rinchiuse dentro l'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, per organizzare un incontro di letture in giro per la citta'. E' un evento molto interessante spero di essere all'altezza dell'incontro, e di trovare la giusta sensibilita'. A queste persone che hanno avuto o hanno la sfortuna di essere dentro queste strutture, intanto, va' tutta la mia solidarieta' e il mio appoggio. Se creassimo strutture o gruppi di mutuo appoggio anche al di fuori o collaboranti con la famiglia, oltre che creare posti di lavoro, potremo veramente aiutare queste persone. La vita con la mente lucida e senza psicofarmaci e senza sbarre e' una senzazione meravigliosa e degna di essere vissuta fino in fondo.
Si sa', l'Opg, e' una delle strutture piu' totalitarie, che esistono in Italia, quasi come l'ergastolo. Se ci si finisce dentro si rischia di buttare via l'esistenza e anche associazioni qui a Reggio fanno bene a lottare contro i suicidi dentro.  Si e' processati e giudicati a volte per il comportamento, o altre volte per il pensiero. Molte associazioni aiutano queste persone e anche noi di Radio Tab, ci siamo mobilitati, come l'anno scorso, per questo. Perche' sono persone esattamente come noi. In piu' hanno avuto la sfortuna magari di crescere in un ambiente difficile, o di venire a contatto con situazioni di malavita o droga...E sta' a noi trovare un alternativa, dare a loro una ragione di vita, per essere convinti che qualcosa al di fuori di quelle mura c'e' e ed giusto lottare per venirne fuori, e a conoscenza.
Sulle tematiche dei tempi di eliminazione dell'ospedale psichiatrico giudiziario in se' non sono molto aggiornato, mi sembra di aver capito che dovevano chiudere ad aprile 2013, mentre tutto e' slittato ad aprile 2014. Ringrazio le persone che accompagneranno queste persone oggi all'aula riunioni del Morselli. Come chi ha dato i permessi.
Durante l'anno 2011 abbiamo fatto degli incontri con queste persone, che fortunatamente stavano scontando l'ultimo periodo di pena ed erano brevi ad uscire.
Bisogna stare molto attenti, quando si fanno queste cose, perche' si vanno ad intaccare interessi legati ai pazienti e si rischia, secondo me, perche' si sa' chi aiuta queste persone, e lo fa' senza interessi di parte, o e' legato a qualche partito o alle associazioni di volontariato cattolico o cristiano che operano sul territorio.
C'e' anche la cattiveria, il pregiudizio o l'oppurtunismo di gente, che pensa che siano solo numeri o persone segnate a vita. Ma io non penso questo. E dare con i libri un'opportunita' di liberta' e' un elemento formidabile, per creare nelle persone quella scintilla di interesse alla vita, e alla scrittura, come arte.
E oggi sono con loro, per non dimenticarli dentro, e per dargli una speranza di vita e liberta'.

mercoledì 8 maggio 2013

Di attualita' tribale, globale e virtuale.

Come cacciatori post atomici, ci muoviamo in simulacri cybernetici, di gusto retro' anni 90', alla ricerca di noi, per fare informazione, controinformazione, vita alternativa, tendenza o colorato mainstream.
Nessuno di noi vuole seguire il gregge, o essere il piu' commerciale possibile...i miei recenti viaggi, mi hanno portato a pensare, che la moda, lo stile, possa creare scelte alternative, mondi diversi, decisioni parallele. Anche perche' la realta, non e' una sola. La realta' e' un infinito fiume in cui ci bagnamo i piedi, ogni volta che ci svegliamo alla mattina.
Per anni mi sono chiesto come mai non ci fosse un circuito dei festival underground, in Italia, rendendomi conto di come, se c'e' e' in mano a speculatori di ogni risma e costume. Ho partecipato a occupazioni, rave, feste, incontri, raduni e non sono ancora pieno. Di quest'estate che si prepara ad arrivare, seppur con le sue piogge di questi ultimi tempi, ne siamo tutti pronti. Mentre il ticchettio dei tasti accompagna questi momenti. Ogni tanto ho pensato di come fosse inadeguato, fosse in ritardo, mentre il fluido dei social network, scorre e supera molto piu' velocemente ogni pensiero, ho pensato di come essere il piu' globale, e raggiungere sempre piu' persone. Ma non c'e' rivista, o fanzine, di cui ero creatore e appassionato nella ondata anarchopunx degli anni 90. Dal 2000 tutto e' cambiato, viaggi, punti di riferimento, e soprattutto persone.
L'avanguardia della tecnica, non vuol dire per forza, tendenza di cambiamento in specifico, o migliore vita collettiva, e di questo me ne sono accorto in Spagna, dove i tempi di vita sono diversi, tutto e' piu' lento, ma non per questo meno appassionante. Forse la rivoluzione spagnola, ma li' c'e' un senso collettivo di responsabilita' negli individui delle piccole comunita' alle grandi citta'. A volte essere alternativo in una piccola citta' ha i suoi costi e ti senti dire che hai una brutta fama, anche se sei dj e magari non riesci a dimostrare tutto l'amore o la passione che vorresti dare. E' il vivere quotidiano d'insieme.
Se pensate ai cubisti che nella prima meta' del '900, crearono un nuovo stile di vivere, dai loro manifesti si legge come non fosse solo uno stile di pittura e loro non eravano i piu' radicali siccome paralleli alle avanguardie dadaiste, surrealiste (con cui ebbero punti di incontro), futuriste o vorticiste.
Il guardare tutto in una visione cubista e da molti diversificati lati, rende la massima "tutto e' relativo", ancora in uso per i giorni nostri.
Mai trattare noi giovani, come un insieme uguale e omogeneo, sopratutto nelle citta' cinquecentesche di maniera, come Reggio Emilia, dove ognuno cerca di vivere secondo i suoi ritmi e le sue abitudini.
Mi piacerebbe trovare in ognuno una propria tolleranza, di cui anch'io ogni tanto necessito, che da Imola a Bari, dalla Val d'Aosta alla Sicilia, ci potrebbe accomunare, se non bastasse la lingua.
E poi l'amore, questa emozione, impossibile da descrivere in modo meccanico o tecnico, che non sono bastate le Summer of Love, per tenerlo stretto, la passione e l'erotismo, sempre quest'ultimo che ha
a che fare con il nascosto. Guarda le ultime tendenze nella fetish art o nelle suicide girl.
Prima di essere oggettivo secondo il mio punto di vista, mi piacerebbe, riguardo al vivere d'avanguardia, di tendenza underground, o con stile alternativo, vivere in tre citta', Atene, New York o Londra.
La cultura di una societa' piu' e' informata piu' e' complessa ed escatologica. Non per niente ogni giorno dobbiamo migliorare le nostre regioni con una liberta' di stampa sempre piu' obbiettiva e accurata.
 E cosa dire di questi smartphone, comodi ma fino a qualche tempo fa'  non necessari al nostro stile di vita.
La rivoluzione cybernetica penso che sia stata, obbiettivamente  dal 2000 in poi, commentate anche voi se siete d'accordo, prima avanguardie o movimenti, ad esempio noi punx italiani, non usavamo cellulari ma carta e penna e una delle poche aziende italiane che chiudono a bilancio  positivo, le poste.
Da quando ho cominciato a far il dj produttore, mi rendo conto  di quanto sia di nicchia, il mio girare attorno al suono e proporlo, ora sui cd che smazzo in giro, o sui social network. E penso ora che il futuro sia, in campo di informatica e software, creare applicazioni, "apps", per rendere sempre piu' malleabile e snocciolare l'affinita' tra individui di una stessa nazione. O meglio, nazione chiamata Mondo.
Penso inoltre che la vita sia un viaggio continuo, e noi traveller, con uno stato e una societa' conservatrice con cui avere a che fare...proprio per questo e' difficile in questi ultimi tempi trovare feste "illegal" e molta gente viene da me, dicendo che ci sono solo feste nei locali...anche se finisce tutto a piadina e salsiccia, in queste storie da via Emilia...
Se ci fate casa, anche il problema della casa, che per me' e' di fondamentale importanza, in quanto non ho dimora fissa, e ho viaggiato molto, in questi tempi sta tornando attuale e molte tribe o collettivi di studenti e precari alla fine scelgano l'occupazione di stabili vuoti come soluzione...Se non il mondo della scuola che si sta' scontrando proprio in questi giorni con le differenze scolastiche in media europea. E ricordatevi l'Europa e' un arma a doppio taglio...dove l'Inghilterra fa' stile, la Germania modello, e in Spagna Italia e Grecia, viene data piu' importanza alla religione, non avendo avuto riforme protestanti, o rivoluzioni borghesi (vedi Francia fine 700'.)
I sistemi culturali freakkettoni e rave si sono uniti, come il dark al metal,  nei giorni nostri e adesso vedo molto in voga da una parte, l'electro-house dei festival, con tanto di articoloni dedicati pro o contro, (vedi Francia dopo Teknival), oppure la tekno, frenchcore da rave, seppur oltre al suono la dipendenza da sostanza a cui e' legata quest'ultima sia fenomeno non meno evidente.
Nell'Unico e nella sua proprieta' di Stirner, viene visto l'anarchico come fenomeno individualista e autonomo nel parallelismo societario e anche Barilli, nel suo Scienza della fenomenologia dello stile, crea per noi artisti, uno scudo, o una causale, un "because" che potrebbe proteggere noi artisti, filosofi, musici, della contemporaneita' in quanto aventi ognuno uno stile proprio, microparticelle uniche non malate o se malate, sofferenti in quanto una societa' o un humus malato intorno. Lo si ritrova anche in Jung, in tipi psicologici.
E come non riconoscere esistenzialisti, o nichilisti, tutti gli episodi omicidi/suicidi di questi ultimi tempi. L'estate scorsa sembravano causati da troppa gioia...questo il parere personale che mi sono fatto, se non avessi vissuto in tre cambi di governo, tra il 2012 e il 2013, terremoti, crisi globali e in cui mi sono trovato a sopravvivere, anche sulle montagne della Sierra Nevada, mentre con molta fatica passavo il valico.
Definirmi un noglobal, non ci penso neanche, siccome ho un idea del comprendere e del capire molto piu' globale, forse universale, legato al tempo, allo spazio, al divenire e all'incoscio e alla memoria, al ricordo. Semmai se critichi il globale, dovresti creare tv di quartiere, radio di "palazzina", o fruibili e appettitose per smart phone, momenti di aggregazione quotidiana legato all'internazionale dove nella citta' in cui vivo a volte capita. Insomma creare strumenti di comunicazione e informazione strappati dalle mani delle multinazionali del telecomando o del bit-click.
Il pop-flavour da fisarmonica e voce femminile jazzato della riviera ligure mi manca tanto e saluto con ardore tutte le persone di quando ho vissuto in Liguria, terra di poeti e cantautori.
 


venerdì 3 maggio 2013

DEL PASSATO, PRESENTE E FUTURO PROSSIMO

In questo retrogrado momento postmoderno per l'italia, di governi tecnici e democrazia socialista da esporto, di ritorno al pallone per gli amanti del vero calcio maschio, dopo la caduta del governo antecedente a Monti,  per il lavoratore che trova riposo solo nel sabato e nella domenica, non possiamo che pensare di essere indicatori di salute pubblica, pur essendo dalla parte dei pazienti impazienti, piccoli illegali dell'illogico.
Dopo i viaggi in Spagna e Portogallo, le mille avventure, gli arresti, il processo, la divisione dalla mia compagna, con il relativo ricovero, e trasporto aereo riguardo la mia persona, Reggio Emilia Squatter non si e' sciolta, anzi cerca sempre nuovi complici nelle sue "opere d'arte e di vita neosituazionista". Perfino nei sogni mattutini, nelle mattine passate a sognare, quando il sogno si mischia all'inconscio, o la depressione si attacca alla provincia che non perdona e fa' pagare sempre il conto, la memoria e il suo meccanismo sfiora la paranoia e forma la fisica del vissuto quotidiano.
Dei nove mesi passati in Spagna e Portogallo i ricordi sono tanti, e molte volte ritornando a galla, i contatti si sono infittiti con i social network, e si affollano nella mia mente. In Spagna, un fattore che mi ha colpito molto, e' stato quello che l'anarchismo e i rapporti orizzontali non gerarchici sono possibili, soprattutto nelle piccole comunita' autogestite di persone, che abbiamo avuto la fortuna di visitare. Abbiamo girato tutto il Sud. Dopo la Spagna, il Portogallo, dove ho occupato una casa, e dove sono rimasto alcuni mesi.
Poi il ritorno forzato,  in Emilia, ed e' sempre scioccante, la normalita' uccide, in piu' avere a che fare con la psichiatria italiana non e' cosa facile. Ma sono ancora in piedi.
Secondo, la casa che avevamo occupato, "La Selva Squat", vista la nostra partenza, non si e' conclusa, visto il non sgombero, ma solo il cambio di lucchetto da parte dei cantonieri, rivelatosi lo stabile, di proprieta' dello stato. Da quando abbiamo occupato ci abbiamo fatto, oltre che un'occupazione di tipo abitativo, un paio di cene, la biblioteca, attaccato la luce, e la cucina. Li' avevo esposto un paio di quadri e la Giuly aveva dipinto il muro.
Anche la rivista "Lucida Follia" di cui avevo creato il primo numero e' ferma. La voglia di scrivere e di dipingere non si e' fermata.
Del viaggio nella penisola iberica, vi raccontero' in futuro, spero di riprendere a scrivere su questo blog, sono due mesi che non scrivo, mi sono dedicato piu' alla musica, col progetto tekno "Blackmagik", e ho creato una sala prove, e stampato magliette con loghi autoprodotti.
Mi sono mosso poco da Reggio Emilia, poco denaro, e alla ricerca di un furgone.  
Qua' a Reggio Emilia, ho cominciato a lavorare per una radio web, di cui l'obiettivo e' fare delle dirette in streaming, e sto' tirando su' una distribuzione di materiale cartaceo.
Mancano come al solito gli spazi di incontro, riflessione e confronto, in citta'  e molte volte non e' facile.
Sono stati due anni di lotta, e adesso c'e un po di calma...