venerdì 25 novembre 2011

PROGETTO COLLETTIVO DI CASA DELL'ARTE "MAISON LIBRE"

Sappiamo benissimo che sarebbe meglio occupare una casa, uno spazio per dare spazio ad una specie di koreia, al posto di lavorare tutta una vita per pagare uno schifosissimo muto, oppure ancora peggio un affitto a un affittacamere. Il gioco consiste nel fermare le persone a caso e proporgli in poche parole il progetto di casa collettiva, di posto libero a cui partecipare. Certo sarebbe meglio trovarsi con amici e comprarsela pian piano. Ma questo non è tutto.Deve centrare l'economia. Bisognerebbe anche eliminarla. Prendiamo dieci persone a caso che collaborano tra di loro perchè sono affini. Si ferma/forma un pubblico che non ha bisogno di scena, teatro, e momento prestabilito.
Gli si chiede se vuole partecipare con un euro, ed è invitato alla festa di apertura. Anche se attraverso il denaro, che non dovrebbe regolare le nostre vite, è partecipe. Il lavoro chiaramente è un work in progress e non ha limiti spaziali, ma temporali. Come dire che se un nostro "agente" si trovasse in Giappone a Tokio, e trovasse altri partecipanti l'opera, se ancora si può chiamare tale,( a volte odio questa definizione), diventerebbe una "casa internazionale". Ci rendiamo conto che potrebbe essere difficile: proporre un'operazione del genere solo in piccole città emiliane non avrebbe senso e si potrebbe incappare più di una volta nella stessa persona, e questo non ci gusta. Ci vogliono anche le metropoli europee ed americane, e perchè non i paesi asiatici? Certa è una cosa: se gruppi sempre più numerosi seguissero progetti come questi, probabilmente qualcosa muterebbe a livello globale. L'unica "besia", come dicono a Reggio Emilia, possono essere le persone che davanti alla domanda di partecipazione che ci scambiano per accattoni e/o mendicanti, ma come dicevano i punk, "se vuoi essere libero veramente fottitene di quello che dicono le persone e vai avanti, o indietro per la tua strada". All' acquisto dello spazio, siamo sicuri solamente di una cosa: le celebrazioni e la festa che seguirà verrà ricordata per un pò di tempo: ad esempio come facciamo a far sapere quando siamo arrivati alla cifra giusta oppure la data di apertura? In futuro il progetto verrà messo in rete, tradotto in varie lingue per essere sicuri di non dimenticarsi nessuno. In un certo senso l'operazione da compiere è molto sottile e raffinata, non adatta a palati buoni per dire solo "vai a lavorare" oppure hai finito di rompere i coglioni con queste stronzate?" E se ad esempio i padroni degli spazi, delle terre accrogendosi di questi movimenti di  acquisizione collettiva alzassero i prezzi? Allora scrivendo, Mr. MXWGX, sbaglio dando ancora troppa importanza ai rompicolgioni. In un certo senso è un operazione irrazionale, ma per adesso cè, ed è questa, ma non vuole certo essere passiva...Fetè e cotillon for All!

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