Mai come oggi, siamo in tempi di rivoluzione globale. Tutte le categorie sono in lotta proletaria e non solo, gli artisti sono al servizio della rivoluzione, la famiglia anche nelle piccole province viene criticata, le scuole nonostante il vuoto che a loro viene creato intorno sono in lotta. Perfino i carceri e le istituzioni psichiatriche sembrano vengano criticate. Da una parte ci sono gli antichi regimi coloniali e imperiali con le loro mafie, il potere ha sempre più paura e vacilla, dall'altra l'individuo che non si ferma, non ha paura dell'insurrezione quotidiana, con uno stato che lo bracca e lo costringe all'infamia, mentre l'autunno caldo dell'anarchia sembra arrivare. Che fare? Autogestire, infilarsi sotto lo stato per poi abbatterlo nelle sue più piccole forme. Quest'anno anche il potere degli operai, il potere operaio è in piazza. Quest'anno le scuole sono in lotta. I centri sociali sono in lotta. I padroni hanno paura. Dopo l'Inghilterra, la Grecia, le rivolte dei paesi arabi, potrebbe toccare anche all'Italia. I consigli che vi posso dare, sono pochi, guardate poca tv, tenetevi liberi e innamorati, suonate, fate l'amore con chi amate e comprate il meno possibile. Dove abbiamo fallito negli anni 90 possiamo vincere adesso. Basta alla lotta tra famiglie, basta alla invidia, ai regimi imperialisti, alla guerra chimica, alla repressione mentale, alla psicopolizia. Per un mondo di liberi ed uguali. Persino la lotta armata, rimasuglio di uno stato violento e sintomo di un bisogno di catarsi da cronaca nera(vera), sembra superata. Una considerazione che mi è venuta in mente è che non dobbiamo isolare nessuno e non dobbiamo isolarci e chiuderci in se stessi collaborando e cooperando per un futuro diverso e migliore. La considerazione è che stanno e sono riusciti in parte a creare il baratro tra le generazioni e come al solito i giovani sono tagliati fuori e lasciati da parte. Tutto in nome di una infamia e di una disuguaglianza di fondo. Anche per questo siamo anarchici. Per costruire un'umanità nuova.
Non lasciamoci creare intorno il baratro delle generazioni pensiamo per noi per i nostri affini e per quelli che hanno veramente il coraggio di agire con noi. L'infame si riempe la bocca con il suo stesso cadavere e non è mai sazio. Apriamo distribuzioni di materiale autoprodotto e libertario, occupiamo le fabbriche, i posti di lavori e organizziamoci sempre in maniera orizzontale, e lasciamo che ognuno abbia la possibilità di andare dove vuole. Lobertà di movimento e di commercio. Abbasso tutte le frontiere e tutte le polizie! Soprattutto quelle nelle nostra mente!
Per un ecologia del quotidiano.
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