mercoledì 17 agosto 2011

SULL'AMNISTIA

Vista l'attuale situazione nelle carceri, i sovraffollamenti, le morti, gli abusi e i soprusi, i mancati rispetti dei più elementari diritti umani si stà pensando ad un amnistia datata appunto 2011 che coincide appunto con la nuova entrata in scena del nuovo ministro di grazia e giustizia Nitto Palma.
Inizialmente in Italia, l'amnistia era prevista con decreto regio, come un atto di grazia che il sovrano concedeva in virtù dei poteri che gli spettavano. Con la caduta della monarchia, il capo dello stato è andato a sostituire il sovrano anche se solitamente su impulso delle forze politiche.
Dal 1992 una riforma ha attribuito questo potere al parlamento, seguendo un andare più democratico.
L'amnistia è prevista dall'art. 79 della costituzione e normata dall'articolo 151 del codice penale.
E' un momento molto difficile per la storia della repubblica, della giustizia, della legalità italiana e questa mossa di liberazione, di sfoltimento, di dimenticanza, (non dimentichiamoci che dal greco amnistia significa "amnestia", dimenticanza.). Insomma in questi giorni in parlamento si stà discutendo anche di questo oltre che di depenalizzazione delle droghe, tema che per il momento non vorrei toccare e magari tratteremo nei blog successivi. E' una mozione nata dai Radicali, e appoggiata anche da altre forze politiche. Sicuramente i beneficiari sono tutti quelli che soffrono, visto in una relazione umana e umanista, di vero e proprio carcere. Noi libertari da sempre siamo contro ogni galera, soprattutto se è ingiusta, che sia dell'anima o del corpo, e auspichiamo una liberazione dei detenuti almeno a livello italiano contro le sopracitate morti, a cui sono parallelamente seguiti i numerosi scioperi della fame e della sete. Insomma dovremo anzichè pensare sempre solo a noi stessi pensare anche a chi ha commesso un errore, sperando che non lo ripeta più, non ci ritorni per effetto di reazione, e che non sia più perseguitato a vita.




segue uno schema delle amnistie concesse in Italia.

1946        D.P.R.          Reati comuni, politici e militari; fu detta Amnistia Togliatti.

1953        D.P.R.          Reati comuni, politici e militari; fù detta Amnistia Azara.

1966        D.P.R.          Reati con pena esclusiva fino a tre anni.

1970        D.P.R.          Reati in ambito di manifestazioni, e puniti con pena fino a 5 anni.

1978        D.P.R.          Reati con pena reclusiva fino a 3 anni, con eccezioni.

1981        D.P.R.          Reati con pena reclusiva fino a 3 anni, con eccezioni.

1990        D.P.R.          Reati con pena reclusiva fino a 4 anni, non finanziari. Rissa senza lesioni, truffa,
                                    violazione di domicilio, violenza a pubblico ufficiale.

lunedì 1 agosto 2011

Delle guerre di religione

Delle guerre di religione nei regimi islamici si sta parlando molto in questi giorni, gli ultimi i bombardamenti in siria negli ultimi tempi. Proprio per essere partecipi in presa diretta a questo mondo che cambia io e la amica stiamo pensando di aprire una rivista che dia spazio ai liberi pensieri nell`aria. Per questo scriveteci o telefonateci al 3280938748 o a blackmagik@interfree.it buenas dias

martedì 19 luglio 2011

DEI POVERI

In questo turbolento 2011, non possiamo non prendere parte e dire la nostra su ciò che ci accade inevitabilmente attorno.
Tutte le politiche di esclusione sociale, di ghettizzazione nei quartieri, di lotta fra bande, di teoria degli opposti estremismi imposte dal potere (vedi sinistra verso destra) non portano a niente di felice sotto il sole. E' sempre più difficile conoscersi, incontrarsi, toccarsi, anche se si è dello stesso quartiere, mentre la "gentrification", cioè la teoria dello sparire dei quartieri popolari del centro e del verde a favore della desertificazione edilizia e dello sfruttamento urbano e selvaggio prende il sopravvento. Se per ogni satellite tv impiantato un bambino viene sfruttato in qualche angolo remoto del mondo, il contrasto tra ricchi e poveri è sempre più evidente. Non possiamo più stare fermi con i nostri occhi ad aspettare il carovita che incombe, mentre gli stipendi si stoppano e le pensioni calano. Come dice un vecchio detto si stava meglio quando si stava peggio.

lunedì 11 luglio 2011

Sul concetto di abitare

Tempo fà mi sembra di aver letto, che non esiste rivoluzione senza essere toccati in prima persona da un piacere primordiale che è quello della ricreazione a scopo del nuovo ordine, anche entropico, che sia, che si viene a creare. Quindi come dicono in molti, fatto un trasloco una volta se ne fanno altri millecento. La nostra, qualità, capacità, di essere nomadi, come d'altronde i nostri predecessori primitivi, ci contraddistingue ancora adesso. L'amore per il primitivo, il diverso, senza definizioni troppo precise da appicicarsi. Ho sempre amato viaggiare e la teoria dei sei mesi, un pò di quà e un di là mi ha sempre contraddistinto. Crediamo in parte nel lavoro, nella fisica del lavoro, a cui in molti non riescono a sottrarsi; crediamo anche che ci vorrebbero più situazioni di ritrovo sociale, come la piazza ad esempio, o il mercato, dove sia possibile, ricreare nuovi e più liberi scambi di idee e di estasi creative, razionali, materialiste e non; crediamo e vogliamo altresì un nuovo stile di vita non più basato solo sul denaro e sul consumismo. Ma sulla gioia e appunto sull'incontro reale e non più solo telematico.
Non rifiutiamo a priori le tecnologie che abbiamo in casa o i social network, ma non crediamo di fatto che non si possa avere amici nel paese o nella città in cui si vive, dove ci si è trasferiti, o dove si vuole andare a vivere. Per questo dobbiamo ricreare i nuovi rapporti sulla costruzione delle situazioni, emotivamente creative o distruttive che siano.

Su noi stessi

Si può immaginare un mondo diverso, senza prenderne parte, si può immaginare una realtà diversa in maniera altresi soggettiva, ma non si può oggettivamente perdere di vista uno dei bisogni principali dell'uomo e della donna che è il vivere insieme, il condividere ogni giorno azioni e reazioni di questa pazza e allo stesso tempo magnifica società, fatta in egual maniera di vittorie e di perdite, di Eros e Thanatos.
Finchè saremo qui un perchè ci sarà. Dell'evoluzione preferiamo non parlarne, ma di convivenza che sia un piccolo paese o una grande metropoli industriale.
Ecco alcuni di noi vorrebbero condividere il piacere di abitare/convivere insieme in questa sempre più caotica e diversa città.
Sappiamo bene che ci piacciono le novità e speriamo di portarne buone nuove.
Oltre la speculazione, il falso perbenismo e le censure, la spinta a volte alla criminalizzazione forzata, saremo sempre pronti a rivoluzionare il concetto di luogo, per aprire nuove rotte spaziali e creative.

sabato 2 luglio 2011

RIVOLUZIONE O IMPLOSIONE?

Oggi come oggi siamo di fronte a queste due vie: o la rivoluzione in questo nuovo ordine anarchico oppure un implosione della nostra vita quotidiana, fatta di miserie. La sociètà mercantile avendo offerto tutte le sue diavolerie tecnologiche e avendo lasciato dietro di se migliaia di morti deve essere ora come non mai arginata. Sembra impossibile ma sempre più persone in svariate parti del mondo vogliano partecipare alla costruzione della nuova vita quotidiana, dove saranno diversi i tempi, gli spazi e gli interessi. Non servono ne lacrime ne esplosioni per il momento. Come mi diceva Abel Paz, un vecchio combattente della guerra di Spagna del '36 si stà andando verso una fisica del Kaos, senza una corretta molecolare entropia che la diriga. Quindi nostro compito è quello di controinformare e informare, ribellarci allo strapotere delle multinazionali di turno, proponendo autoproduzione e diversificazione del consumo, proponendo autogestione della produzione e della distribuzione, contro in primis lo strapotere della macchina petrolifera, o alla funzione dell'atomo scomposto.
Per questo oggi come non mai proponiamo una biciclettata anarchica e libertaria e ed ecologica per le vie di Reggio Emilia e periferia, da organizzare al più presto per portare la nostra allegra presenza nelle zone dimenticate o depresse. Quando la faremo venite vestiti colorati e scampanellanti, siete tutti invitati, dal frac alla maglietta da basket...a presto!

mercoledì 4 maggio 2011

DELLE CADUCHE FOGLIE IN VITA

Di questa primavera che erge il suo irto colle, abbiamo nei grassi e venti freddi l'amore a rincorrere coi nostri cuori per il momento aperti. La melancolia che mi dava Torino e sopratutto i miei veri amici su in quelle terre ai piedi delle alpi, in sere come queste assaggio la tranquillità della guerra notturna che si sparge sotto le nostre piccole e vanitose diverse latitudini. Checcè se ne dica vi avevo lasciato a caos cybercultura di di leary, preferisco il dolce sopire rilassante di queste notti dove sono sempre più me stesso e dove le paranoiche lande padane offrono tra strani sentimenti operai infruttuosi sensi di colpa. La lotta armata non ci ha insegnato niente se non ad odiarci mentre il neosituazionismo offre vistosi campi di lacerazione della becera routine quotidiana. Solo nello studio di queste nuove pratiche, non posso non citare il bagno di una mia ex nella piazza del cln a torino completamente svestita con annessa la calca fotografica dei "clienti macchina fotografica idiota" idea poi finita al seguito in un video di Shakira e postcedente al bagno della Dolce Vita. Oggi ho poi creato nella mia disorganicità ed estatica quasi prometeitica, un gruppo di Anarchia Creativa su Facebook. Voi direte che interessi ho? Chi sono veramente i miei lettori....sono stato giudicato schizofrenico...