lunedì 17 ottobre 2011

BARCELLONA 2000-2001

Negli ultimi tempi di dicembre e inizi di gennaio ho avuto la fortunata occasione di un viaggio con sosta a Valencia e Barcellona. Dopo i "primi" giorni di viaggio, per certi versi allucinante e metafisico, approdiamo nella città del Barca, regno turistico il centro dove troneggia Gaudì, nonostante la calda senzazione di aver a che fare con gente genuina e dai modi schietti non si rivela infonadata.
Mi accorgo sin da subito che non sono il solo siccome di italiani e non, gente sgamata, è abbastanza fitto siccome in questi giorni c'è anche un rave, di portata internazionale.
La concentrazione degli squat nella città si dice sulle 150 case occupate contando certi quartieri il numero cresce.
Passando un giorno alla "Casa della Montagna", un vecchio squat storico nella città vicina al Parco Guell, di diciassette o giù di lì anni, ormai una associazione culturale (come è riporta un cartello sopra la posta) e per il vicino nuovo squat, casa internazionale "Gazpàcho" a Pl. Lehy, vengo a sapere che l'ultimo giorno dell'anno, quasi per tradizione, si passa a salutare i detenuti. Il percorso è prima per il carcere femminile e poi  davanti al super carcere modello del F.I.E.S, modulo di carcerazione combattuta in modo organizzata dalle persone sia dentro che fuori le mura del carcere.
Il rave organizzato a più mani da francesi e spagnoli in un interessante e post-industriale zona della città è durato sei giorni.
Di concerti interessanti non me ne sono capitati, ma ho trovato un bar, in una zona di cui non ricordo il nome, un bar, gestito da punx polacchi, spagnoli e un italiano di Palermo.
La scena punk, hc-crust mi è sembrata piuttosto attiva, aiutata dalla presenza dei posti in città. Sfortunatamente io e la mia compagna abbiamo deciso di non tirare giù fino a Valencia, sicuramente più tranquilla con meno turisti e rompipalle. Anche se me la aspettavo più europea Barcellona, vale l'allegria frentica di viverci.

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