In questo turbolento 2011, non possiamo non prendere parte e dire la nostra su ciò che ci accade inevitabilmente attorno.
Tutte le politiche di esclusione sociale, di ghettizzazione nei quartieri, di lotta fra bande, di teoria degli opposti estremismi imposte dal potere (vedi sinistra verso destra) non portano a niente di felice sotto il sole. E' sempre più difficile conoscersi, incontrarsi, toccarsi, anche se si è dello stesso quartiere, mentre la "gentrification", cioè la teoria dello sparire dei quartieri popolari del centro e del verde a favore della desertificazione edilizia e dello sfruttamento urbano e selvaggio prende il sopravvento. Se per ogni satellite tv impiantato un bambino viene sfruttato in qualche angolo remoto del mondo, il contrasto tra ricchi e poveri è sempre più evidente. Non possiamo più stare fermi con i nostri occhi ad aspettare il carovita che incombe, mentre gli stipendi si stoppano e le pensioni calano. Come dice un vecchio detto si stava meglio quando si stava peggio.
martedì 19 luglio 2011
lunedì 11 luglio 2011
Sul concetto di abitare
Tempo fà mi sembra di aver letto, che non esiste rivoluzione senza essere toccati in prima persona da un piacere primordiale che è quello della ricreazione a scopo del nuovo ordine, anche entropico, che sia, che si viene a creare. Quindi come dicono in molti, fatto un trasloco una volta se ne fanno altri millecento. La nostra, qualità, capacità, di essere nomadi, come d'altronde i nostri predecessori primitivi, ci contraddistingue ancora adesso. L'amore per il primitivo, il diverso, senza definizioni troppo precise da appicicarsi. Ho sempre amato viaggiare e la teoria dei sei mesi, un pò di quà e un di là mi ha sempre contraddistinto. Crediamo in parte nel lavoro, nella fisica del lavoro, a cui in molti non riescono a sottrarsi; crediamo anche che ci vorrebbero più situazioni di ritrovo sociale, come la piazza ad esempio, o il mercato, dove sia possibile, ricreare nuovi e più liberi scambi di idee e di estasi creative, razionali, materialiste e non; crediamo e vogliamo altresì un nuovo stile di vita non più basato solo sul denaro e sul consumismo. Ma sulla gioia e appunto sull'incontro reale e non più solo telematico.
Non rifiutiamo a priori le tecnologie che abbiamo in casa o i social network, ma non crediamo di fatto che non si possa avere amici nel paese o nella città in cui si vive, dove ci si è trasferiti, o dove si vuole andare a vivere. Per questo dobbiamo ricreare i nuovi rapporti sulla costruzione delle situazioni, emotivamente creative o distruttive che siano.
Non rifiutiamo a priori le tecnologie che abbiamo in casa o i social network, ma non crediamo di fatto che non si possa avere amici nel paese o nella città in cui si vive, dove ci si è trasferiti, o dove si vuole andare a vivere. Per questo dobbiamo ricreare i nuovi rapporti sulla costruzione delle situazioni, emotivamente creative o distruttive che siano.
Su noi stessi
Si può immaginare un mondo diverso, senza prenderne parte, si può immaginare una realtà diversa in maniera altresi soggettiva, ma non si può oggettivamente perdere di vista uno dei bisogni principali dell'uomo e della donna che è il vivere insieme, il condividere ogni giorno azioni e reazioni di questa pazza e allo stesso tempo magnifica società, fatta in egual maniera di vittorie e di perdite, di Eros e Thanatos.
Finchè saremo qui un perchè ci sarà. Dell'evoluzione preferiamo non parlarne, ma di convivenza che sia un piccolo paese o una grande metropoli industriale.
Ecco alcuni di noi vorrebbero condividere il piacere di abitare/convivere insieme in questa sempre più caotica e diversa città.
Sappiamo bene che ci piacciono le novità e speriamo di portarne buone nuove.
Oltre la speculazione, il falso perbenismo e le censure, la spinta a volte alla criminalizzazione forzata, saremo sempre pronti a rivoluzionare il concetto di luogo, per aprire nuove rotte spaziali e creative.
Finchè saremo qui un perchè ci sarà. Dell'evoluzione preferiamo non parlarne, ma di convivenza che sia un piccolo paese o una grande metropoli industriale.
Ecco alcuni di noi vorrebbero condividere il piacere di abitare/convivere insieme in questa sempre più caotica e diversa città.
Sappiamo bene che ci piacciono le novità e speriamo di portarne buone nuove.
Oltre la speculazione, il falso perbenismo e le censure, la spinta a volte alla criminalizzazione forzata, saremo sempre pronti a rivoluzionare il concetto di luogo, per aprire nuove rotte spaziali e creative.
sabato 2 luglio 2011
RIVOLUZIONE O IMPLOSIONE?
Oggi come oggi siamo di fronte a queste due vie: o la rivoluzione in questo nuovo ordine anarchico oppure un implosione della nostra vita quotidiana, fatta di miserie. La sociètà mercantile avendo offerto tutte le sue diavolerie tecnologiche e avendo lasciato dietro di se migliaia di morti deve essere ora come non mai arginata. Sembra impossibile ma sempre più persone in svariate parti del mondo vogliano partecipare alla costruzione della nuova vita quotidiana, dove saranno diversi i tempi, gli spazi e gli interessi. Non servono ne lacrime ne esplosioni per il momento. Come mi diceva Abel Paz, un vecchio combattente della guerra di Spagna del '36 si stà andando verso una fisica del Kaos, senza una corretta molecolare entropia che la diriga. Quindi nostro compito è quello di controinformare e informare, ribellarci allo strapotere delle multinazionali di turno, proponendo autoproduzione e diversificazione del consumo, proponendo autogestione della produzione e della distribuzione, contro in primis lo strapotere della macchina petrolifera, o alla funzione dell'atomo scomposto.
Per questo oggi come non mai proponiamo una biciclettata anarchica e libertaria e ed ecologica per le vie di Reggio Emilia e periferia, da organizzare al più presto per portare la nostra allegra presenza nelle zone dimenticate o depresse. Quando la faremo venite vestiti colorati e scampanellanti, siete tutti invitati, dal frac alla maglietta da basket...a presto!
Per questo oggi come non mai proponiamo una biciclettata anarchica e libertaria e ed ecologica per le vie di Reggio Emilia e periferia, da organizzare al più presto per portare la nostra allegra presenza nelle zone dimenticate o depresse. Quando la faremo venite vestiti colorati e scampanellanti, siete tutti invitati, dal frac alla maglietta da basket...a presto!
Iscriviti a:
Commenti (Atom)