mercoledì 28 settembre 2011

L'ARCHITETTURA DELLA CURA

Inanzitutto, ringraziamo la provincia, il comune e tutte le istituzioni che hanno garantito la costruzione e la messa in atto di qeusto convegno. Io come protagonista e laureato presso l'accademia delle belle arti arti di Bologna vi racconterò la mia esperienza in questo percorso di cura, che non è ancora terminato. Un saluto alla Severini di Dar Voce.
Da sempre fin dai popoli primitivi l'architettura era al centro del bisogno fondamentale dell'uomo soprattutto in era di grandi glaciazioni e di grandi smottamenti climatici. Oggi alle soglie del 2012 ci troviamo di fronte a dover architettare luoghi, a cui seguono buoni staff e adatti alla "recovery" e a una bio-forma del vissuto quotidiano: in parole povere da quando ci si veste a quando si và a letto un equal ordine in cui dividere quegli atti per far passare al paziente un ottima riabilitazione.
Ci dispiace che molte volte la crisi o il tardo keynesianesimo imperante porti ad avere staff non numerosi impreparati o frequenti guasti all'interno della struttura, causa incompresioni o vari personalismi.
Quà l'accoglienza ricevuta, e la struttura di casa albergo "più qualche pasticchetta" come dice il Telefono Viola di roma (telviola@yahoo.it). Mi ha permesso di guarire, o almeno di essere verso la guarigione, che come diceva la nostra collega psicologa inglese Bonner, bisogna sempre rendersi conto che la mente umana non è infallibile.
A Casa Albergo vi è una struttura funzionalista di Angerrat Rumeno che si fonde col Bauhaus Mitteleuropeo e dove adornando di piante tipo ibiscus o tropicali si ha il senso della senseless shine inglese e messicano. Si può avere il senso del construttivismo russo di Tatlin e la superficie di Kandisky che unita al colore rimanda al Suprematismo di Malevic, con delle tinte chiare che danno un senso di calma. Come non ricordarsi anche dei lavori organo- lineari del Frank Loyd Wright.
Insomma un "lieux" dove le vecchie avanguardie rivoluzionarie e le nuove avanguardie estetiche si possono curare. In questo periodo vi sono anche dark, punk di estrazione e cultura anarchica e hiphop di estrazione autonoma e comunista. Anche la spiritualità, la fenomenologia diversa sia cattolica che legata alla fertilità, sia cattolica, che cristiana e greca, quindi alle calende vi è presente e vi trova cura.
E come dice Napolitano, ce la devo fare, ce la dobbiamo fare a portare sempre più diritti umani e civili nelle strutture, nei diagnosi e cura e nei centri di salute mentale.

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