Inanzitutto, ringraziamo la provincia, il comune e tutte le istituzioni che hanno garantito la costruzione e la messa in atto di qeusto convegno. Io come protagonista e laureato presso l'accademia delle belle arti arti di Bologna vi racconterò la mia esperienza in questo percorso di cura, che non è ancora terminato. Un saluto alla Severini di Dar Voce.
Da sempre fin dai popoli primitivi l'architettura era al centro del bisogno fondamentale dell'uomo soprattutto in era di grandi glaciazioni e di grandi smottamenti climatici. Oggi alle soglie del 2012 ci troviamo di fronte a dover architettare luoghi, a cui seguono buoni staff e adatti alla "recovery" e a una bio-forma del vissuto quotidiano: in parole povere da quando ci si veste a quando si và a letto un equal ordine in cui dividere quegli atti per far passare al paziente un ottima riabilitazione.
Ci dispiace che molte volte la crisi o il tardo keynesianesimo imperante porti ad avere staff non numerosi impreparati o frequenti guasti all'interno della struttura, causa incompresioni o vari personalismi.
Quà l'accoglienza ricevuta, e la struttura di casa albergo "più qualche pasticchetta" come dice il Telefono Viola di roma (telviola@yahoo.it). Mi ha permesso di guarire, o almeno di essere verso la guarigione, che come diceva la nostra collega psicologa inglese Bonner, bisogna sempre rendersi conto che la mente umana non è infallibile.
A Casa Albergo vi è una struttura funzionalista di Angerrat Rumeno che si fonde col Bauhaus Mitteleuropeo e dove adornando di piante tipo ibiscus o tropicali si ha il senso della senseless shine inglese e messicano. Si può avere il senso del construttivismo russo di Tatlin e la superficie di Kandisky che unita al colore rimanda al Suprematismo di Malevic, con delle tinte chiare che danno un senso di calma. Come non ricordarsi anche dei lavori organo- lineari del Frank Loyd Wright.
Insomma un "lieux" dove le vecchie avanguardie rivoluzionarie e le nuove avanguardie estetiche si possono curare. In questo periodo vi sono anche dark, punk di estrazione e cultura anarchica e hiphop di estrazione autonoma e comunista. Anche la spiritualità, la fenomenologia diversa sia cattolica che legata alla fertilità, sia cattolica, che cristiana e greca, quindi alle calende vi è presente e vi trova cura.
E come dice Napolitano, ce la devo fare, ce la dobbiamo fare a portare sempre più diritti umani e civili nelle strutture, nei diagnosi e cura e nei centri di salute mentale.
mercoledì 28 settembre 2011
lunedì 26 settembre 2011
FROM THE REALIZATION OF THE DREAM TO THE METEMCONSTRUCTION OF THE SPACE
In this days we have squat a casa cantoniera in Reggio Emilia, north center Italy, called "La Selva Squat" for espriming the our need of space in this city than dont get space at the neo situation, than, are not the ordinary discotech.
In a epoc where we have habit to living under atomic sconvolgiment, tribal war and social control, in the name of our liberty of thinking we dont want dont doing pratic the squatting of empty and fatiscent building present in city, like stimulus, for an alternative future dont based on mercification of the work, of the pleasure, with the riappropriation, and the critic of the society, than deny at us present, past, and future.
This occupation must be the beginning and not the end of a living out of pay-work-consume-dye. For us having a space like this give the possibility of enbilding and create new percours out of the logic passiv shop-consumator, or less badly like quasi in the totality of the social center italian the rapport gestor-gregarys.
In a epoc where at us come sell the time and it going changed for the our pleasure we rivendicate the right of a space creative, a serigraphy, gigs out of the business, dinner launch and conveing, multimedial room with gratis access and a bibliotek, space for create art out of the law of the mainstream.
The same Zeitgeist unite us a situation actually presently in Uk, Spain, France, Holland, Greece, Germany and Swiss.
We are not the first and we are not the last.
That is the our responding at the degrade where house empty coming closed and inutilizated, in all the city, in this way, constringending the people less abbient to do crazy think for coming at the end of months, quasi asking charity for survive, and at the continued aument of the price of rent of the immobiles.
Into and around this place we dont tollerate from soon every type of selling drugs.
For creating place of aggregation than makin living people using them potential and contivating for outcoimng from stabilited scheeme, creatin our percours and conviving.
A space where the creativity is not a part of selling or esposted but bringing part at the construction of the real in part of situation material of liberation individual and collective.
So well, at the end, also in a small and nice city like Reggio Emilia, the cementification and the degrade abitative incoming to make upload.
The autogestion is real and tangibiles in last in this operation from a point of view of artistic we can again inscript in the concept of post-modern than us considerate also catastrophic: maybe better the first surrealist, the berlin dadaism, the punx movement, the moove of san francisco, the futurist anarchist and some pratic of the situazionist than some of us have study the pratic and makin consideration of the crisis of art, music, culture, knowledge, in generis wich us stayin across all the contemporary europe, and the mysery where they fallin and droppin.
Squatters Reggio Emilia
La Selva Squat
LA SELVA OKUPE'
DA LA REALIZATION DU LE REVEILLE AU REALIZATION DU L’ESPACE
In ce temps nous avons okupè un maison cantonier “LA SELVA SQUAT” pour esprimèr le notre besoin de space dans ce citè chi dà pas le space au les neo-situation chi ils sont pas le mème disco. In en epochè ou sommes abituè a vivre sout les sconvolgiment atomic, gerre tribal, e control sociaux in nome du la notre libertè du choix y du pensier, nous ne pousson pas chi proporre l’occupation du lieux vout y fatiscent present in citè comme stimol pour en futur alternatif basè pas sur la mercification du travail, du plaisir avec la riappropriation y la critic aux societè chi negès present y passè.
Cette occupation dovrais etrè le punt du partir y ne la fin du un vivre aux dehors du paghèr-travailer- consumer- morir. Pour nous aver en espace comme cet dais la possibilitè de cotruir noveau percours dehors dans la logic passif negotiant-consummer, o encor plus mal comme quasi dans la totalitè du centre sociaux italien, les rapports gestor-gregariat. Dans l’epochè où vien vendù le temp y vien changè pour les notre plaisir revendichiams le droit aux logement y aux en espacè autogerè. Au les intern nous pensons du coltivèr un òrt, creèr un espace creative, en serigraphie, y concert dehors da le règle du le business, cène y deblacles, lieux multimedial aux access gratuit y en bibliotek, espàce pour creer art aux dehors du le creer art aux dehors du le règles mainstream. Les memè Zeitgeist fait unir nous a situation attualment present in Angleterre, Espagne, Holande, Greece y Alemagne, e souvratout Suisse. Nous sommes pàs le prime, nous sommes pas les derniers.
Cette est la notre reposte aux degrade dans les la qual vengons mureè maison vout in tout la citè, costrigend les person moin abbient a fair foliè pour arriver a fin mois, quasi elemosinand pour sovraviver, y aux continue aument du le prix du le flat, e du le fit, dans les immobiles.
Dentr ce espace tollerons pàs da maintenaint aucun type du vendit de drogue.
Pour creer en lieux de aggregation chi fait vivèr les person “sfruttand” les proprie potential y coltivèr sortènd da scheme dejà stability, creand le proprie percours y convivend.
En espace dans la qual la creativitè ne est pas part du le vendù o esposte mais prende mais prende part aux costrution du les real in quant situation materièl du liberation individual e colletif.
Persin in en citè de pas grand dimension comme Reggio Emilia la cementification y le dègrade abitativ est a prendre le sopravvent.
L’autogestion est real y tangibil in ultim dans cet preparation da en punt de veux artistic pois etre encor iscript dans le concette de post modern chi nous considerom catastrophic.
Peu etre serait meilleur les prime surrealist, le dada berlines, les futurist anarchist, les punx, qualch pratic d les situationist du le qual aucun de nous avons etudiè, les mosses, renderons, bien cont de la crise art-music-culture-savoir- in genre chi nous sommes attraversand y du la miserie dans ils sommes vortè.
SQUATTER REGGIO EMILIA
LA SELVA SQUAT
venerdì 16 settembre 2011
DALLA REALIZZAZIONE DEL SOGNO AL SOGNO REALIZZATO
In questi tempi abbiamo occupato una casa cantoniera per esprimere il nostro bisogno di spazi in questa città che non dà spazio alle neo-situazioni che non siano la solita discoteca. In un epoca dove siamo abituati a vivere sotto sconvolgimenti atomici, guerre tribali e controllo sociale, in nome della nostra libertà di scelta e di pensiero non possiamo non proporre l’occupazione di stabili vuoti e fatiscenti presenti in città come stimolo per un futuro alternativo non basato sulla mercificazione del lavoro del piacere con la riappropriazione e la critica alla società che ci nega presente e passato. Questa occupazione dovrà essere l’inizio e non la fine di un vivere al di fuori del pagare-lavorare-consumare-crepare. Per noi avere uno spazio come questo dà la possibilità di costruire nuovi percorsi fuori dalla logica passiva negoziante- consumatore, o ancora peggio come quasi nella totalità dei centri sociali italiani il rapporto gestore-gregario. Nell’epoca dove ci viene venduto persino il tempo e viene scambiato per il nostro piacere rivendichiamo il diritto di uno spazio autogestito. All’interno pensiamo di coltivare un orto, creare uno spazio creativo, una serigrafia, e concerti fuori dal business, cene e dibattiti, sale multimediali ad accesso gratuito e una biblioteca, spazi per creare arte al di fuori delle regole mainstream.
Lo stesso Zeitgeist ci unisce a situazioni attualmente presenti inInghilterra, Spagna, Olanda, Grecia, e Germania e soprattutto Svizzera. Non siamo i primi e non saremo gli ultimi. Questa è la nostra risposta al degrado in cui vengono murate case vuote in tutta la città , costringendo le persone meno abbienti a fare pazzie per arrivare a fine mese, quasi elemosinando per sopravvivere, e al continuo aumento dei prezzi degli affitti negli immobili.
Dentro questo spazio non tolleriamo da subito alcun tipo di spaccio di droga.
Per creare un luogo di aggregazione che faccia vivere le persone “sfruttando” il proprio potenziale e coltivarlo uscendo da schemi già stabiliti, creando il proprio percorso e convivendo.
Una spazio in cui la creatività non è parte del venduto o esposto ma prende parte alla costruzione del reale in quanto situazione materiale di liberazione individuale e collettiva.
Persino in una città di non grandi dimensione come Reggio Emilia la cementificazione e il degrado abitativo stanno prendendo il sopravvento.
L’autogestione è reale e tangibile in ultimo in questa operazione dal punto di vista artistico si può ancora iscrivere nel concetto di post-moderno che consideriamo però catastrofico: meglio forse i primi surrealisti, il dada berlinese, i punk e qualche pratica dei situazionisti di cui alcuni di noi hanno studiato le mosse rendendosi bene conto della crisi arte-musica-cultura-sapere in genere che stiamo attraversando e della miseria in cui esse stanno cadendo.
SQUATTER REGGIO EMILIA
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